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PROGETTI >> CONCEPTS

PITTURA COME HOBBY

PITTURA COME HOBBY

PROGETTISTA: ALDO ANTONIO BRUNO

  • Anno: : 2017
  • Categoria: : Altro
  • Visto: 450 VOLTE
DESCRIZIONE: PRESENTAZIONE Giovanni Di Domenico (estratto alla PREMESSA del libro Aldo Antonio Bruno - PROGETTI E RESTAURI 1980- 2005 - Adriano Gallina...
PRESENTAZIONE Giovanni Di Domenico (estratto alla PREMESSA del libro Aldo Antonio Bruno - PROGETTI E RESTAURI 1980- 2005 - Adriano Gallina Editore) ……………………………………Questo modo di concepire l’architettura porta Aldo bruno a concepire i suoi edifici come articolazione di blocchi funzionali giustapposti, integrati da sistemi di relazioni funzionali e percorrenze : un sistema in cui i nodi tra le parti giocano – come nella lezione di Pagliara- un ruolo essenziale di elementi di riconnessione e riconduzione all’unita’…………E, a ben guardare, caratterizza anche il suo lavoro pittorico ( che non conoscevo ) : chè, anche lì, il pennello descrive gli elementi della composizione - le mele, il vasellame, le uova, le angurie - con esattezza e precisione visiva - e indubbia perizia tecnica – facendo scaturire la forma quasi dalla rivelazione all’occhio delle parti nella loro realtà attraverso il colore e attraverso la luce. E’una pittura portatrice di una concezione funzionale della forma : sono, quelli di Bruno, i quadri di un architetto e vanno giudicati forse più a partire dalla cultura dell’architettura che non da quella della pittura tout-court. Credo dalla natura funzionale della forma dell’architettura bisogni comunque partire : questa è forma di sintesi : è un momento di risoluzione nell’unità della complessità dei dati funzionai, materiali e spirituali dell’architettura. Cosa che in realtà non nega ma costituisce le basi di una superiore autonomia della forma, perseguita in un continuo processo di andirivieni tra la forma come ragione suprema e le sue ragioni concrete che in essa si debbono alla fine dissolvere. A questa visione più complessa del rapporto fondante del fare architettura sembrano più vicini i suoi quadri , più nettamente portatori ( coscientemente ciò avvenga o meno : Bruno è un artista sostanzialmente naif ) di una cultura della forma di stampo greco : in questi, più che nelle architetture, l’occhio sembra accendersi nella rivelazione delle qualità plastiche delle forme utili prodotte dalla mano sapiente dell’uomo ( i manici del vasellame ) così come nell’incontro tra le grandi forme astratte che precedono ( la sfera del cavolfiore ) e i grumi di materia vegetale ( le foglie ) che ne scaturiscono e ne pendono, quasi rendendolo reale e ancorandolo al nostro corpo. La cultura della qualità plastica che la mano dell’uomo tira fuori dalla materia sotto l’attenzione vigile dell’occhio acceso e dalla mente accesa attraverso l’occhio – che è appunto cultura greca – sta nei quadri di Bruno come nelle architetture ( perché è cultura di ponte alle due arti in senso greco ) : e certo in maniera più pregnante e precisa nei suoi quadriche che nelle sue architetture. Avendo Bruno realizzato molto poco – schiacciato tra gli impegni scolastici e la disperante realtà che ci circonda - i quadri credo ci dicono cosa le sue architetture avrebbero potute essere e ne rivelano le indubbie qualità, su cui del resto non ho mai avuto incertezze sin dai giorni del nostro incontro nelle aule universitarie.



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