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In occasione della Festa della Toscana nel segno dell’autobiografia, l’archivio diaristico nazionale sabato 7 dicembre ha inaugurato al pubblico il Piccolo Museo del Diario. 
 
Il museo drappresenta un'espressione artistica e culturale unica in Italia dedicata all’autobiografia e al patrimonio di 7.000 diari, memorie ed epistolari custoditi a Pieve Santo Stefano (Arezzo).
 
Visitare il Museo del Diario è un’esperienza di immersione visiva e sonora totale, perché i diari bisbigliano, si parlano, generando un fruscio di vite e di memorie. Un vivaio di memorie, confessioni, segreti nascosti in scaffali e cassetti pronti per essere svelati. 
 
L’inaugurazione ufficiale del Piccolo Museo del Diario ha seguito le tracce di Memory Route, un progetto fondato sul connubio fra cultura e turismo che nasce oggi a partire dai settori chiave del nostro “Made in”. Una forma di ecoturismo che comprende destagionalizzazione e rispetto per le tradizioni originali, promozione del kilometro zero e delle colture biologiche, creazione di una rete di esercenti che collaborano, andando oltre il campanilismo toscano e la diffidenza verso forme di marketing a loro sconosciute.
 
Il percorso museale del Piccolo Museo del Diario è stato curato dai progettisti di dotdotdot. Il percorso è un'esposizione permanente concepita per mettere in mostra e valorizzare, in modo interattivo e coinvolgente, le oltre 6500 storie scritte, raccolte e conservate dal 1984 a Pieve Santo Stefano.
 
 
Nell’idea di questo museo si vuole evidenziare in modo suggestivo e poetico la ricchezza che nell’archivio, ideato e fondato dal giornalista e scrittore Saverio Tutino, viene depositata: la memoria di piccole storie di persone sconosciute che hanno lasciato traccia delle loro vite. Ispirati dal libro di Mario Perrotta ‘Il paese dei diari’ per il Piccolo Museo del Diario, dotdotdot “ha voluto raccontare il senso dell’archivio pubblico, che raccoglie diari, epistolari, memorie autobiografiche di gente comune in cui si riflette, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia”.
 
 
Entrando nel museo le prime due sale sono dedicate all’archivio, un omaggio alle sue anime, un vivaio di memorie, confessioni, segreti nascosti in scaffali e cassetti pronti per essere svelati: un grande archivio per diverse tipologie di pagine, tracce e testimonianze di vite personali. Come racconta Mario Perrotta i diari sono vivi, si cercano e si parlano di notte, in un bisbiglio continuo, di nascosto, spostandosi nella città-diario perfetta. A ridosso delle pareti delle sale è stato riprodotto un grande archivio di legno fatto di ante e cassetti.
 
 
E così sulle superfici di questo grande archivio, videoproiezioni dinamiche riproducono i fogli dei diari, le pagine dei racconti di vita della gente comune che escono dai cassetti per svolazzare leggeri e liberi in un’altra dimensione, per poi entrare in altri cassetti, creando un dialogo, uno scambio, ma anche strani cortocircuiti tra storie e ideologie diverse forzatamente accostate. Il visitatore vive così un’esperienza di immersione visiva e sonora totale perché i diari bisbigliano, si parlano, generando un fruscio di vite e memorie di persone presenti o assenti. Spinto dalla curiosità il visitatore viene invitato ad aprire i cassetti e sbirciarne il contenuto.
 
 
Ogni cassetto conserva un diario reale o digitale, pronto a liberarsi, mostrarsi e raccontarsi, svelando storie vere ed emozionanti, l’esperienza è sia visiva che sonora. Alcuni cassetti contengono al loro interno i diari originali. L’archivio nasconde al suo interno tutte le tecnologie necessarie al funzionamento dell’installazione: impianto audio e video, sensori, microcontroller, luci e computer. Per consentire l’installazione degli apparati tecnologici il grande mobile è stato pensato come una struttura autoportante, svincolata dai muri, resa totalmente ispezionabile grazie a un sistema di guide che consentono l’estrazione della sua parte inferiore.
 
 
Il museo è ospitato in piccole sale cinquecentesche, tutelate dalla Soprintendenza per i beni architettonici di Arezzo.
L’installazione interattiva rappresenta la prima tappa della realizzazione del percorso espositivo multimediale voluto dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e dal Comune di Pieve Santo Stefano, per raccontare poeticamente diari, epistolari, memorie autobiografiche di persone sconosciute che hanno lasciato traccia delle loro vite. Il percorso museale si evolverà e si implementerà di anno in anno in uno spazio piccolo fisicamente, ma grande di contenuti.
 
 
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