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PROGETTI >> REALIZZATI

NUOVO PORTELLO

NUOVO PORTELLO

PROGETTISTA: Cino Zucchi

  • Anno: : 2012
  • Categoria: : UFFICIO / LAVORO / CONTRACT
  • Committente: : Rinnovo area Ex Alfa Romeo
  • Visto: 7217 VOLTE
DESCRIZIONE: La vasta area industriale ad est di viale Scarampo è stata per anni oggetto di svariati progetti di riforma. La sua porzione sud è interessata dai...
La vasta area industriale ad est di viale Scarampo è stata per anni oggetto di svariati progetti di riforma. La sua porzione sud è interessata dai nuovi padiglioni della Fiera disegnati da Mario Bellini negli anni novanta, mentre la porzione nord, sulla quale si sono succedute nel tempo di varie ipotesi di progetto, ha trovato la sua sistemazione definitiva mediante un Programma Integrato di Intervento. Nel nuovo assetto urbano tracciato da Gino Valle con la consulenza urbanistica di Pirelli & C. Real Estate Project Management Spa, l’area comprende un vasto parco disegnato da Charles Jencks e Land, un aggregato commerciale, una nuova piazza-parcheggio e tre edifici a uffici disegnati dallo studio Valle, e comparti residenziali e terziari di Guido Canali e Cino Zucchi Architetti. Il complesso si configura come una nuova parte di città di notevoli dimensioni caratterizzata dall’alta accessibilità sia dal centro che dall’hinterland e dalla notevole varietà di funzioni urbane. La porzione disegnata da Cino Zucchi Architetti sul comparto 2b-2c, la seconda ad essere realizzata dopo l’aggregato commerciale, comprende cinque edifici di residenza convenzionata, tre edifici di residenza libera affacciati sul parco, e un edificio a uffici sul sedime della ex mensa e circolo ricreativo dell’ Alfa Romeo di cui è conservata la facciata su via Traiano. Un nuovo disegno urbano Il progetto del suolo e degli edifici del settore 2b-2c di CZA vuole dare forma a un nuovo disegno urbano in coerenza con il più vasto processo di trasformazione dell’area secondo il disegno urbanistico di Gino Valle. Il “fuori scala” del perimetro industriale non è assimilabile al più compatto tessuto circostante a isolati, ma va piuttosto trattato come un’occasione significativa di riforma dei rapporti tra le parti esistenti. Nel quadrante nord-ovest di Milano convivono infatti due modelli insediativi: la maglia di strade e isolati, di matrice formale ancora tardo-ottocentesca, e i più moderni tentativi di “città verde”, di cui il QT8 di Piero Bottoni appare l’esempio più significativo. Le grandi “infrastrutture” presenti nell’area (la nuova Fiera Campionaria, il sistema autostradale che qui si innesta sul tessuto della città) e alcuni grandi oggetti e recinti specializzati (San Siro, il Tiro a Segno, il Palazzolo) introducono anomalie dimensionali e discontinuità non riconducibili alla più minuta scala della maglia circostante. In questo quadro, il Monte Stella appare un landmark artificiale capace di restaurare quel rapporto visivo tra il nucleo urbano, la campagna e le Alpi perso nel tempo con l’espansione della città verso nord. Il recinto industriale del comparto 2b-2c è donato all’uso collettivo attraverso l’apertura di una nuova serie di percorsi che innervano l’area, riconnettendola con i tracciati dell’intorno. L’impianto immaginato da Gino Valle per l’area collega i capisaldi esterni attraverso una triangolazione di tracciati pubblici che lambisce il nuovo grande parco centrale, fuoco e motore di una più vasta opera di riqualificazione. Il principale di questi percorsi, quello che collega il grande timpano della Fiera su viale Scarampo con piazzale Accursio e la direttrice di viale Certosa, attraversa diagonalmente il comparto 2b-2c in direzione nord-sud. Questo “boulevard” alberato, che lambisce il parco continuando nella passerella su viale Serra, è anticipato da una piccola nuova piazza in fregio a via Traiano, e ripartisce il comparto in tre aree distinte connesse da percorsi interni. Verso viale Serra tre volumi edilizi a destinazione residenziale paralleli a via Traiano si organizzano intorno a due corti allungate in direzione nord-ovest/sud-est, attestandosi sul viale stesso con alte testate collegate da un basamento che protegge le corti dal rumore del traffico. Al centro, il volume della ex-mensa Alfa Romeo - di cui è conservato il fronte su via Traiano - è mantenuto nella sua giacitura parallela a viale Serra e tagliato verso il parco dal nuovo percorso. Nella sua porzione nord il progetto adotta una tipologia residenziale a torri che massimizza la trasparenza tra città e parco e dona lunghe viste sul territorio circostante e sul Monte Stella. La residenza convenzionata a sud La parte sud dell’area è contraddistinta da tre corpi in linea alti otto piani. La loro giacitura parallela a via Traiano crea un fronte urbano verso la strada e massimizza l’esposizione solare dei fronti, schermando al contempo le abitazioni dal rumore del traffico di Viale Serra. La profondità del corpo di fabbrica è scavata da una piccola corte aperta verso sud-ovest che include gli affacci di bagni e cucine. I fronti a nord-est si presentano come moli compatte, nelle quali le sottili deformazioni geometriche verso la testata sud accentuano il carattere “concavo” delle corti; i fronti a sud-ovest verso il parco sono risolti invece con uno schermo in elementi metallici la cui disposizione sfalsata crea una tessitura continua che protegge le ampie logge affacciate verso il parco. A piano terra, un lungo porticato a doppia altezza unifica l’accesso alle circolazioni verticali e crea un affaccio privilegiato verso la corte. L’elaborazione architettonica e la definizione dei materiali (piastrelle in cotto decolorato, pietra di Trani bianca, serramenti in legno grigio caldo, tapparelle e scusi scorrevoli in alluminio verniciato in color grigio-verde) esplora il concetto di “casa di civile abitazione”, operando una riflessione sulla vita urbana contemporanea nel solco degli esempi residenziali elaborati nel dopoguerra a Milano. L’edificio della ex-mensa Alfa Romeo Dell’edificio della ex mensa Alfa Romeo, la cui struttura versava in condizioni di inagibilità, vengono conservati il fronte su via Traiano e l’impianto volumetrico, che verso il parco è “sezionato” dal nuovo percorso pubblico diagonale. La tipologia strutturale a vaste campate è scavata ai due piani superiori da un cavedio vetrato che crea una sorta di giardino interno sul quale affacciano i nuovi uffici. Il piano terra, un vasto spazio a doppia altezza, è inflesso verso nord-ovest da una serra che ospita lo show-room e un ingresso indipendente in relazione alla nuova piccola piazza di progetto. L’edificio vuole coniugare la forte memoria industriale dell’area con una concezione del luogo di lavoro più attenta ai valori microambientali. La sua “pelle” cangiante contraddistinta dal rivestimento in Pietra del Cardoso a lunghi conci orizzontali e i serramenti in alluminio e vetro di diversa trasparenza e giacitura e racchiude un volume unitario proiettato verso il parco e i nuovi percorsi pubblici. Gli edifici alti di residenza convenzionata e libera a nord Nella porzione nord dell’area il progetto risponde al programma edilizio del Programma Integrato di Intervento con una tipologia residenziale alta e snella che permette di creare una forte trasparenza tra via Traiano e il parco retrostante. Se nella ricostruzione di Milano nel secondo dopoguerra esiste una relazione significativa tra edifici alti e verde urbano (come la torre al parco Sempione di Lodovico Magistretti o gli edifici di Luigi Caccia Dominioni nel quartiere Pagano), la recente banalizzazione commerciale operata da molti interventi recenti nella prima periferia milanese ha generato una sorta di “versione atopica” del tipo a torre, del tutto indifferente alla costruzione dello spazio pubblico e ai dettami del corretto orientamento solare. In questo senso, gli edifici alti qui proposti non sono concepiti come torri isolate, ma piuttosto come un tessuto residenziale “poroso” la cui giacitura e orientamento genera una transizione significativa tra la maglia della città e le più fluide geometrie del nuovo parco. L’organizzazione interna dei piani tipo, dove gli ambienti abitati affacciano sui lati verso la città e il parco e i servizi sui due fronti laterali, permette di “densificare” il comparto ibridando i due modelli insediativi presenti nel contesto, e dando luogo ad accenti urbani che enfatizzano il rapporto tra esterno e interno, tra perimetro e profondità dell’area. Il lessico delle due torri di residenza convenzionata in fregio a via Traiano è lo stesso di quello dei corpi in linea a sud: rivestimento in cotto decolorato di piccola dimensione e in pietra di Trani bianca, serramenti in legno e tapparelle e oscuri scorrevoli in color blu cobalto, zinco al titanio per le coperture. Il profilo della copertura è inflesso a “cercare” la forma di un tetto a falde e ribattuto lungo il nuovo asse diagonale a inquadrare l’accesso al parco. Le tre torri di residenza libera affacciate sul parco sorgono invece da un giardino privato comune; la loro disposizione cerca le viste lunghe sullo stesso attraverso delle logge aggettanti dalla sagoma prismatica che rompono il profilo unitario del volume. I materiali (pietra di colore grigio caldo a due diverse finiture, serramenti in legno decolorato, parapetti in vetro sabbiato e serigrafato, scuri in alluminio in tre diversi colori) sono qui usati con un maggiore connotato di “pelle” che vuole rendere vibranti le moli in una diversa e nuova condizione urbana.



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