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PROGETTI >> REALIZZATI

PARCHEGGIO  A TRIESTE

PARCHEGGIO A TRIESTE

PROGETTISTA: Maurizio Bradaschia

  • Anno: : 2010
  • Categoria: : SPAZI URBANI
  • Committente: : Comune di Trieste
  • Visto: 724 VOLTE
DESCRIZIONE: Piazza S. Antonio, insieme al canale del Ponte Rosso, costituisce uno dei luoghi simbolo, centrali nell’urbanistica e nell’architettura della città...
Piazza S. Antonio, insieme al canale del Ponte Rosso, costituisce uno dei luoghi simbolo, centrali nell’urbanistica e nell’architettura della città di Trieste. E’ un’icona, una delle immagini da cartolina che più sovente vengono utilizzate per descrivere ed illustrare la città e il Borgo Teresiano, il suo quartiere maggiormente rappresentativo. Il luogo risale agli inizi del 1800. La chiesa, di Pietro Nobile, viene realizzata ad immagine del mondo classico, è un modello di modelli. La struttura, i “dati schematici” dell’architettura, il tipo, il partito architettonico, conducono inevitabilmente alla classicità di riferimento nella costruzione dell’immagine urbana di cui la città si appropria. Sono l’utilizzo della finestra termale nei fronti laterali, i metodi costruttivi, i procedimenti tecnici e stilistici, come pure la compattezza muraria, gli elementi che pongono l’edificio a verifica dei modelli autentici. Il pronao esastilo di ordine ionico rimanda quindi al tempio di Atena Poliate di Atene, come agli studi di Giuseppe Valadier sulla classicità, e ancora, influenze possono essere viste, esplicitamente, nel Pantheon e nella Basilica di Massenzio. Si potrebbe dire che, per quanto riguarda il luogo, lo stesso interpreti magistralmente gli insegnamenti vitruviani in una disposizio delle parti: l’impianto planimetrico, gli alzati, la scenografia, che conferiscono un’immagine inalterabile al contesto. A un contesto fatto di edifici composti ed eleganti, tra i quali nessuno emerge. E’ da queste considerazioni che nasce l’idea del disegno di piazza S. Antonio, un’idea che vuole porsi in continuità con gli insegnamenti dei Maestri del Restauro: l’atteggiamento vuole essere quello dell’Alberti per il Tempio Malatestiano di Rimini, e dello stesso Valadier per l’Arco di Tito e il San Paolo fuori le Mura, un atteggiamento che, riprendendo gli insegnamenti di Viollet le Duc, reinterpreti nel contemporaneo lo spazio antico. Così non solo l’approccio progettuale, in continuità formale con la generalità del borgo, ma anche l’utilizzo dei materiali più idonei ricercano congruenza, pacatezza, solidità, continuità nel rinnovamento. Alla piazza viene conferito carattere di “piazza”, decoro, usabilità corrispondente al tema e alle necessità. Nel disegno planimetrico viene ripreso il ritmo del colonnato che disegna, nella pavimentazione in arenaria, geometrie conosciute e in continuità con l’immagine della città. Analogamente a interventi recenti come quello di Huet per piazza dell’Unità, o alla ripavimentazione di molte delle vie pedonali che qui confluiscono, il progetto non ricerca scalpore o trasgressioni gratuite. Ricerca compostezza. Ricerca anche, come nel caso di eloquenti casi analoghi (Place Vendome a Parigi, piazza Montecitorio a Roma), la mimesi. Cerca di nascondere, e riteniamo ci riesca egregiamente, il parcheggio sottostante. Le due rampe di accesso e uscita al parcheggio sono contenute da parapetti vetrati, trasparenti, quasi impercettibili, così come avviene per le rampe di scale. Un arredo sobrio e minimale completa l’intervento. L’illuminazione è delegata ai fanali che riprendono gli assi delle infilate esistenti lungo il canale a sottolineare le qualità prospettiche del luogo. Un’illuminazione a pavimento lungo i corsi in pietra calcarea sottolinea la presenza della piazza e della chiesa conferendo plasticità e profondità al colonnato. Si tratta, per il luogo, della (re)invenzione di una piazza, di un luogo adatto al contesto. Volutamente è stato evitato l’utilizzo di vasche d’acqua (finti canali) per rifuggire l’inganno in termini culturali e favorire l’utilizzo polifunzionale del luogo, che così diviene adatto ad ospitare manifestazioni le più varie. E ancora, in un’ottica di gestione e manutenzione corretta dei luoghi, il progetto ha ricercato la massima funzionalità nella semplicità manutentiva. considerazioni di carattere archeologico L’area di progetto è ubicata al centro del Borgo Teresiano, Borgo realizzato nel XVIII secolo sulle saline che si estendevano dalla porta di Risorgo (attuale Largo Risorgo) verso nord est. L’area, bonificata, non aveva mai ospitato alcun manufatto edilizio. Si tratta, peraltro, di un’area di ritombamento del tratto terminale del canale del Ponterosso, che un tempo si estendeva fino alla chiesa di S.Antonio. E’ quindi da escludersi, per quanto sopra riportato, qualunque interferenza di carattere archeologico. Parimenti il progetto non prevede l’interferenza con le preesistenze ambientali, né in alcun modo le pregiudica.



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