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PROGETTI >> REALIZZATI

CENTRO AUDI PORSCHE VW

CENTRO AUDI PORSCHE VW

PROGETTISTA: Maurizio Bradaschia

  • Anno: : 2010
  • Categoria: : UFFICIO / LAVORO / CONTRACT
  • Visto: 568 VOLTE
DESCRIZIONE: Il progetto del comprensorio Audi, Porsche, VW costituisce il primo di una serie di interventi che la Porsche Inter Auto di Salisburgo sta attuando...
Il progetto del comprensorio Audi, Porsche, VW costituisce il primo di una serie di interventi che la Porsche Inter Auto di Salisburgo sta attuando in Italia, in un programma di acquisizione di centri auto nell’Europa centrale. Lo stesso nasce da un lavoro di collaborazione tra i tecnici della Porsche Immobilien Gesmbh di Salisburgo (responsabili della Corporate Architecture del Gruppo) e lo Studio Bradaschia Srl di Trieste, Società di Ingegneria, Laboratorio di Ricerca e Progettazione, progettista dell’intervento. Si tratta di una struttura costituita da tre edifici aggregati rappresentativi dei rispettivi marchi. Sulla scorta delle linee guida delle singole aziende e dell'immagine definita dalle rispettive Corporate Architectures, il progetto ha cercato di coniugare i marchi all'insegna dell'alta tecnologia e di un'immagine caratterizzata dall'architettura high tech. Tutte e tre le fabbriche sono impostate su strutture in carpenteria metallica tamponate in vetro. La scelta dei cromatismi, l'acciaio inox e il grigio metallizzato riprendono i colori tipici delle macchine da corsa tedesche. Tre blocchi d'acciaio e vetro aprono la vista sui gioielli automobilistici del gruppo, enfatizzati nelle ore notturne da un'illuminazione dall'alta sofisticazione tecnologica. L’intervento è ubicato nell’immediata periferia della città di Trieste, in zona industriale, lungo la via Flavia, una tipica strada a grande scorrimento che collega la città con i centri abitati di Muggia e Capodistria (Slovenia), in un’area caratterizzata da un edificato di scarsa qualità. Acquisite aree ed edifici datati e appartenenti a tempi passati, il progetto ha operato una sostituzione degli stessi mantenendo il sedime delle preesistenze, e proposto, nel rispetto delle volumetrie, edifici radicalmente diversi. Relativamente all’edificio ospitante la sede Audi, si è trattato di un intervento (il primo dei tre) di ristrutturazione edilizia di una palazzina su due livelli il cui livello inferiore era parzialmente interrato, e da un corpo di fabbrica retrostante coperto da una volta a botte su un unico livello. Il progetto è stato rivolto a trasformare, nel rispetto delle volumetrie preesistenti, l’organismo edilizio mediante un insieme sistematico di opere che hanno portano ad un organismo edilizio diverso da quello esistente, pur mantenendo parte delle murature portanti esistenti. Il sedime della costruzione è rimasto inalterato, come inalterate sono rimaste la superficie coperta e la superficie utile. E’ stata modificata la copertura, passata dalla volta a botte a tetto piano. Il blocco edificato retrostante al blocco anteriore su due livelli è stato sopraelevato per lasciare un vuoto adibito a parcheggio alla quota del piano terra esistente. Il nuovo edificio, realizzato in cls e tamponato in vetro su struttura in acciaio e in lamiera metallica, si sviluppa oggi su un unico livello, pavimentato in gres porcellanato graniti Fiandre in due tonalità di grigio. L’immagine che ne è derivata, nonostante la rigidità delle norme tecniche di attuazione del PRGC, ha prodotto un edificio di grande effetto ed impatto sul territorio circostante. Un edificio “aereo”, trasparente, distante dal tipico “hangar” Audi, eppure riconoscibile. Adiacente, l’officina Porsche costituisce la parte postica dell’intervento e si caratterizza attraverso un portale in lamiera nera su cui spicca il logo Porsche in rosso su campo argento. L’organismo edilizio retrostante è stato modificato all’interno con la demolizione di tramezzature e di 3 pilastri. Il sedime della costruzione è rimasto anch’esso inalterato, come inalterati sono rimaste la superficie coperta e la superficie utile. Le finiture interne, improntate a significare l’alta tecnologia del marchio, sono caratterizzate da una pavimentazione in resina grigia e da apparecchiature elettroniche di grande sofisticazione. L’intervento relativo alla sede Volkswagen, il più complesso, conclude l’intervento. L’immobile, già adibito ad autosalone, è ubicato anch’esso in zona D3a del PRGC. Era costituito da un corpo anteriore dedicato a show room, su di cui si affacciavano gli uffici. Il corpo retrostante era ed è adibito ad officina. Si trattava di un’architettura priva di caratterizzazioni particolari, anonima nel paesaggio peri urbano, ubicata ad una quota inferiore rispetto alla quota stradale. Il progetto ha previsto la rivisitazione completa del corpo anteriore, dal punto di vista architettonico, mantenendo inalterato il volume; il corpo retrostante, adibito ad officina, non è stato modificato nelle volumetrie. La ristrutturazione edilizia dell’immobile, mediante un insieme sistematico di opere che hanno portato ad un organismo edilizio diverso da quello esistente, pur mantenendo gran parte delle murature portanti esistenti, ha previsto, nello specifico, la parziale demolizione, con parziale ricostruzione, senza aumento di volume (art. 43, punto c) del Regolamento Edilizio vigente) della fabbrica. Il nuovo edificio, realizzato in cls e tamponato in vetro su struttura in acciaio e in lamiera metallica, si sviluppa su tre livelli. Anteriormente allo stesso, è stata realizzata una tettoia (copertura praticabile) aperta sui lati per una superficie maggiore al 50%, non costituente volume La volumetria realizzata, pari a mc 7314,23, è rimasta inalterata. L’architettura, impostata a rappresentare il “family feeling” Volkswagen, è caratterizzata da qualità estetiche e “tecnico-climatiche” di immediata riconoscibilità. Colori, materiali (vetro, acciaio, gres porcellanato Graniti Fiandre nei colori del marchio), conferiscono una qualità inusuale agli ambienti interni. E’ in particolare la trasparenza ad acquistare un significato specifico nel concetto architettonico Volkswagen che questo progetto riprende: la continuità tra i luoghi di lavoro, gli spazi espositivi, l’officina, ecc. superano il concetto classico di concessionaria. La pianta libera consente al visitatore di muoversi liberamente in ambienti strutturati come luoghi urbani: la piazza centrale, accessibile da un portale d’ingresso e gli spazi aperti disposti su più livelli, gli uffici. Un nuovo complesso edilizio di grande effetto, un “a solo” nella scena periurbana capace di riqualificare, grazie alle trasparenze, all’ampio utilizzo degli acciai, alla ricchezza dei particolari e alla sofisticazione miesiana dei dettagli, un ambito edificato di scarso pregio.



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