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999 Shared House Architettura CO-DIVIDUALE

Press Lunch and Tour 16-17 Marzo 2018

La Shared House di Via Ventura 3, uno spazio co-dividuale concepito come spazio off della Triennale di Milano in seno alla mostra “999 domande sull’abitare contemporaneo” curata da Stefano Mirti. 
 
 
L’esempio di architettura co-dividuale della Shared House di Via Ventura 3 nasce da un' idea dello studio LAPS Architecture (Salvator-John A. Liotta e Fabienne Louyot) e FARM Cultural Park (Andrea Bartoli e Florinda Saieva) ed è stata progettata da LAPS Architecture e dal prof. Marco Imperadori e i suoi studenti Fabio Angeloni, Claudio Avila, Andrea Sala, Marco Baccaro, Luca Del Favero, Andrea Tagliabue. La Shared House si sviluppa negli spazi A14 HUB in Via Ventura a Milano e sarà gestita dal suo team (sotto la direzione di Francesco Pallino) e dagli studenti del Politecnico di Milano diretti dal prof. Marco Imperadori. Il progetto propone una nuova filosofia dello stare insieme dove si facilitano i rapporti fra le persone che abitano la shared house e le persone estranee alla casa, ma che sono invitate a condividere degli spazi pubblici all’interno della shared house.   Nello spazio di Via Ventura 3, oltre a sperimentare nuove pratiche dello stare insieme, si prevede di ospitare collaborazioni fra sconosciuti, di facilitare incontri inattesi, situazioni improbabili e fortuiti. Si alimenterà l’inconscio collettivo e si esalterà l’eccezionale banalità dell’ozio e del quotidiano. Si cercherà di rendere spettacolare il domestico e si celebrerà il miracolo dell’amicizia e il piacere dello stare insieme intorno ad un bicchiere di vino mentre si fanno piani per il futuro.  Si praticherà l’immediato, ma si penserà all’infinito. 
 
 
La Shared House è un tipo di casa condivisa con spazi privati (delle capsule di ispirazione giapponese) e spazi comuni (che qui definiamo come spazi co-dividuali) pensati come risultato di riflessioni progettuali calorose e semplici, divertenti e contemporanee in cui  le persone che la useranno in modo breve e temporaneo potrenno usufruire di spazi comuni generosi e aperti a gente esterna. Nella Shared House sarà facilitato l’incontro e le attività legate allo stare insieme per sperimentare nuove ergonomie ed usi dello spazio pubblico nello spazio privato. In-dividuale / Co-dividuale: Se il ventesimo  secolo ha celebrato l’in-dividualismo, crediamo che il ventunesimo secolo sarà il secolo del co-dividualismo, ovvero della riscoperta dei legami comunitari, della costruzione di spazi per lo stare insieme, di luoghi dove tessere nuove possibilità di incontro. Nelle aree metropolitane oggi migliaia di persone condividono stanze in case pensate non per la vita insieme, ma più per ragioni pratiche quali ad esempio risparmiare i soldi dell’affitto o delle spese comuni. 
 
 
L’esperienza di flat-mating e convivenza si rivela essere molto più ricca e intensa. Da queste considerazioni nasce l’interesse per sperimentare una nuova tipologia abitativa: la Shared House.  Partendo dalla constatazione che l’esperienza di coabitazione sia un momento fondamentale dell’esperienza di molte persone, offrendosi come strumento per creare dei legami duraturi e significativi che perdurano nel tempo. Oggi gli appartamenti non sono pensati o progettati per favorire delle attività in comune. Normalmente si tratta di abitazioni pensate non per l’utenza che le occupa. Il concept che ha fatto germinare la Shared House di Via Ventura 3 prevede proprio di rivedere la percentuale degli spazi privati a favore degli spazi comuni. Questo permetterebbe di aprire lo spazio domestico all’altro.  
 
 
La Shared House di Via Ventura 3  è  pensata per accogliere diverse funzioni: vi sono due spazi privati per dormire che si potranno prenotare attraverso Air Bnb o tramite What a Space, degli spazi semi-privati per lavorare in tranquillità, degli spazi aperti e pubblici dove stare insieme per qualsiasi tipo di attività di produzione e intrattenimento, dal cucinare insieme al co-working. Le aziende che collaborano alla realizzazione della Shared House condividono lo spirito progettuale dell’architettura Co-dividuale.  Tutti i prodotti che arredano la Shared House sono stati scelti perché realizzati attraverso una rilettura degli spazi di vita e spazi di lavoro odierni: gli arredi di Officine Tamborrino mostrano un nuovo modo di pensare lo spazio domestico in relazione allo spazio del lavoro e un linguaggio innovativo come la cucina su ruote Q-CINA o il divano circolare LOGOS rispettivamente disegnati da Momang e da  Alessandro Guerriero. L’azienda MYOP è presente con la libreria X.ME e il tavolo in pietra lavica “Filo di Fumo” ad opera rispettivamente di LAPS Architecture e Sonia Giambrone, entrambi prodotti di nuova generazione configurabili dagli utenti tramite dei software dedicati che si fanno forti della qualità artigianale, della bellezza dei materiali usati e dell’uso intuitivo delle nuove tecnologie per andare oltre la loro funzionalità per proporre uno stile di vita più adatto ai nostri tempi. D3Wood —una giovane azienda che si occupa dell’intera filiera del legno e che reperisce le materie prime a chilometro zero—  fornisce dei tavoli in legno massiccio e dei sgabelli pensati a partire dello spazio e realizzati per offrire dei generosi spazi di lavoro.   
 
 
Infine le camere private ospiteranno dei letti prodotti da ADE — Art, Design & Engineering— che rendono le camere confortevoli per gli ospiti che resteranno a dormire nella Shared House.  L’azienda Leucos è partner tecnico e fornisce dei prodotti che andranno ad arricchire lo spazio con un progetto di illuminazione dedicato. Le capsule-camere da letto sono protette da pannelli metallici perforati che lasciano passare la luce naturale all’interno delle camere. Una volta accese le luci all’interno delle camere, le capsule diventano come delle grandi lanterne che illuminato lo spazio condiviso in modo soffuso.  
 
 
 
SHARED HOUSE: Architettura CO-DIVIDUALE Una collaborazione fra LAPS ARCHITECTURE, FARM CULTURAL PARK, A14HUB, POLITECNICO di MILANO. 
 
Progetto di: LAPS ARCHITECTURE (Salvator-John A. Liotta, Fabienne Louyot) e prof. Marco Imperadori (Politecnico di Milano) 
 
Design team: Fabio Angeloni, Claudio Avila, Andrea Sala, Marco Baccaro, Luca Del Favero, Andrea Tagliabue.
HOST, organizzazione: A 14 HUB (Francesco Pallino)
Aziende coinvolte nel progetto: OFFICINE TAMBORRINO, MYOP, D3 WOOD, ADE. Illuminazione: LEUCOS 
 
Per informazioni ed info contattare: contacts@laps-a.com alexandra.gracco@officinetamborrino.com
 
 
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